"Nuraghes", un'alternativa unica per la promozione turistica in Sardegna

Il cortometraggio di Mauro Aragoni è stato presentato mercoledì scorso ad Alghero, con un doppio show che ha attirato un nutrito pubblico.

24/02/2017 16:40:00
Stefano Trova
Reporter Gold
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Paesaggi incontaminati e di rara bellezza, suono in presa diretta, puntigliosa cura dei dettagli, una storia coinvolgente ancora tutta da approfondire... e da finanziare. La proiezione del corto "Nuraghes - S'arena" mercoledì sera ad Alghero ha richiamato al cinema Miramare un folto gruppo di appassionati, cultori del genere horror-fantasy, addetti ai lavori nel campo turistico o semplici curiosi, tutti desiderosi di scoprire coi loro occhi cosa ci fosse dietro l'intrigante trailer diffuso da maggio scorso sul web.
A rompere il ghiaccio e riscaldare la platea, con il calare delle luci in sala, ci ha pensato un altro piccolo cortometraggio, "Lost in the white" di Alessio Cuboni.
Una breve storia incentrata su un giovane snowboarder, interpretato dallo stesso Mauro Aragoni, il quale dopo un incidente in montagna si ritrova inseguito da una enigmatica figura armata di fucile e accompagnata da un canelupo, che gli riservano una fine truculenta.
Le scene mozzafiato e ricche di suspense aumentano così ulteriormente l'attesa per "Nuraghes", che si rivela essere lo spin-off di un progetto cinematografico di più ampio respiro già presente nella mente dell'autore, presente alla serata insieme all'intera crew. Siamo nel periodo nuragico e il giovane guerriero Arduè è il protagonista della scena, alla ricerca di vendetta per il brutale omicidio della figlioletta: l'unico modo di averla è prendere parte a un prestigioso torneo di lotta, "S'arena", a cui partecipa anche l'assassino. Sul campo di battaglia infuocato dal sole, sulla cima delle montagne, Arduè è accompagnato dall'anziano padre, che perisce per salvargli la vita; alla fine riuscirà a ottenere la vittoria, ma la comparsa di due superuomini, emanazione degli dei scesi in terra, suggerirà forse una punizione per il guerriero che ha partecipato al sacro agone solo per smania personale.
A giudicare dagli applausi convinti al termine della proiezione, "Nuraghes" ha goduto di un'apprezzabile successo che potrà avere continuità solo se il regista troverà un produttore interessato alla creazione del film vero e proprio. Nelle intenzioni della crew vi è infatti l'intenzione di fare del futuro sequel un mezzo unico e insuperabile di promozione turistica del territorio: un'ora e quaranta di pellicola che contenga tutta la storia e i riti della Sardegna dalle origini a oggi, la sua natura, il cibo e la vita quotidiana, le arti e i mestieri, ingredienti aggiuntivi di una trama avvincente, affine al filone horror e fantasy e ricca di colpi di scena.
Lo spin-off è stato girato in tre giorni nel territorio di Seui, in Ogliastra, con un budget di soli seimila euro e tutto lo staff, insieme agli attori, ha lavorato alla sua produzione completamente gratis; la volontà di portare la Sardegna fuori dai suoi confini e farla conoscere in tutto il mondo sono stati incentivi sufficienti per realizzare un'opera di inusuale bellezza.
Oltre al ruolo svolto dalla computer grafica nella ricostruzione dei nuraghi e nella realizzazione dei visual effects, è da rimarcare il lavoro del costumista Andrea Loddo, esperto di archeologia sperimentale, che, sulla base di approfonditi studi e ricerche, ha approntato manualmente tutti i costumi e le armi nuragiche per il cast, cimentandosi addirittura nella fusione del bronzo per forgiare le spade. Il gruppo folk "S'urtzu e sa mamulada" di Seui ha partecipato alle riprese, impersonando misteriosi personaggi onirici con le loro tipiche maschere caprine ricoperte di pelli.
Un cinema quindi nuovo, aperto a qualsiasi apporto, mix di culto delle tradizioni e moderna tecnologia, che denota soprattutto l'amore per la propria terra del regista e dello staff.