Alghero: celebrazione 100 anni di Antoni Simon Mossa

Antoni Simon Mossa è stato tante cose: architetto, politico, giornalista, scrittore. È stato, però, soprattutto un grande sardo e un grande algherese

Quest'anno ad Alghero si celebrano i 100 anni di Antoni Simon Mossa, uno dei più grandi esponenti della cultura sarda.

A partire dal 1° dicembre la città catalana racconterà la sua ampia e varia attività di progettazione architettonica, la sua passione per il cinema e la scrittura, il suo intenso impegno politico. Il filo conduttore di un programma ricco e vario sarà l’amore dell’architetto, di cui ricorre il centenario dalla nascita, per la città di Alghero, che ha segnato la storia professionale, umana e civile di questo instancabile innovatore.
Alghero deve a lui alcune delle opere più simboliche e rappresentative a livello internazionale, dalla cupola policroma di San Michele all’Escala del Cabirol.

L’iniziativa si inserisce tra le “Manifestazioni celebrative di figure di protagonisti della storia e della cultura della Sardegna” finanziate dalla legge regionale 14 del 20 settembre 2006.

Fortemente voluto dall’Assessorato Regionale della Pubblica istruzione, Beni culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Sardegna, il ciclo di eventi è organizzato in collaborazione tra Comune di Alghero, Fondazione Meta, Associazione Mastros e Società Umanitaria – Cineteca sarda.

Di seguito il programma degli eventi:

1 dicembre
ore 17.00
Sala Conferenze Lo Quarter
Antoni Simon Mossa 1916-2016 conferenza
Proiezione del teaser Tutto per la causa, un viaggio intimo e personale
intervengono Laura Piras, regista del documentario e Pietro Simon, figlio di Antoni Simon Mossa

Saluti e interventi istituzionali
Mario Bruno – Sindaco di Alghero
Claudia Firino – Assessore alla Cultura Regione Autonoma della Sardegna
Joan-Elies Adell - Governo della Catalogna, Delegazione in Italia
Modera: Raffaele Sari – Presidente della Fondazione M.E.T.A

Intervengono:
-Andrea Faedda, Associazione Mastros| Antonio Simon Mossa architetto, la ricostruzione dell'archivio
-Giampiero Marras | Nascita e sviluppo dell’idea indipendentista in Antonio Simon Mossa
-Arch. Aldo Lino, docente di Progettazione presso l'Università di Sassari, Dipartimento di Architettura di Alghero | La mossa del cavallo. Singolarità e consonanze nell'opera di Antoni Simon Mossa
-Alessandra Sento, Direttrice Società Umanitaria Alghero | La "grande illusione". Antonio Simon Mossa e il cinema
-Andrea Mariani, Ricercatore universitario | Prassi e Cinema di Antonio Simon Mossa. Radici e modelli di un’impresa teorica
A conclusione dei lavori, inaugurazione della mostra “Antoni Simon Mossa 1916-2016”

1 dicembre 2016 al 26 febbraio 2017
Sale espositive Lo Quarter
( 2°piano)
Antoni Simon Mossa 1916 -2016 Percorso espositivo tra architettura e cinema
Orari di apertura: 10-13/17-20 | ( chiusura il 25 dicembre | 1 gennaio apertura solo pomeridiana 17/20)

2 dicembre 2016
Sala Conferenze Lo Quarter
Ore 19.00
PAGINA BIANCA Feltrinelli, la Sardegna e Simon Mossa
Progetto Storytelling
con Gianluca Medas - musiche di Marcello Peghin
video realizzati da Fabio Macis e Antonio Cauterucci

3 dicembre 2016
Sala Conferenze Lo Quarter
ore 17.30
Primo appuntamento del Ciclo di proiezioni I Film della mia vita – breve itinerario cinematografico sui capolavori della settima arte che hanno segnato la formazione di Antoni Simon Mossa
BENGASI
di Augusto Genina
[Italia 1942, 90']
A cura della Società Umanitaria – Cineteca Sarda

4 dicembre 2016
Facciata esterna Lo Quarter
dalle ore 18.30
3D Videomapping show dedicato alla storia di Alghero
Dreamin’Alghero – a cura di Antonio Fiori, Antonio Zamburru, Adolfo Giovanni Pizzarri
Aleguerium – a cura di Nicola Vitale, Francesco Bondì, Alessandro Cristoforo Venuto

6 dicembre
ore 11 (Auditorium – Via Malta) | ore 19.00 (Sala Conferenze Lo Quarter)
Una poliedricità umanistica Conferenza e Concerto
a cura del Coro Polifonico Algherese in collaborazione con Biblioteca Gramsciana Onlus e Istituto Comprensivo n.2

13 Gennaio
ore 17.30
Sala Conferenze de Lo Quarter
Secondo appuntamento del ciclo di proiezioni “I Film della mia vita” – breve itinerario cinematografico sui capolavori della settima arte che hanno segnato la formazione di Antoni Simon Mossa
ALBA TRAGICA
di Marcel Carné
[Francia 1939, 85']
A cura della Società Umanitaria – Cineteca Sarda

10 Febbraio
ore 17.30
Sala Conferenze de Lo Quarter
Terzo appuntamento del ciclo di proiezioni “I Film della mia vita” – breve itinerario cinematografico sui capolavori della settima arte che hanno segnato la formazione di Antoni Simon Mossa
OMBRE ROSSE
di John Ford
[USA 1939, 99']
A cura della Società Umanitaria – Cineteca Sarda

5 frasi per conoscere Antoni Simon Mossa
Antoni Simon Mossa è stato tante cose: architetto, politico, giornalista, scrittore. È stato, però, soprattutto un grande sardo e un grande algherese.

Ecco 5 frasi che riassumono il suo pensiero:

«Il nostro obiettivo è la liberazione della Sardegna dal giogo coloniale, la redenzione sociale del nostro popolo. Lo Stato italiano ha dimostrato e dimostra di essere ferocemente colonialista e liberticida nei nostri riguardi. Noi vogliamo conquistare l’indipendenza per integrarci non per separarci nel mondo moderno».

«Se non potremmo salvare la nostra lingua, usi costumi e tradizioni e con essi la nostra civiltà, saremo inesorabilmente assorbiti e integrati nella cultura italiana e non esisteremo più come popolo sardo. Non avremmo più nulla da dare, più niente da ricevere».

«Il sardo, lungi dall’essere un dialetto ridicolo, deve essere una lingua nella misura in cui sia parlato e scritto da un popolo libero e capace di riaffermare la propria identità».

«L’oppressione coloniale si è intensificata con lo Stato Italiano. L’emigrazione, la distruzione dell’economia locale, l’imposizione di modelli di sviluppo forestieri comportano effetti devastanti contro la struttura sociale del popolo sardo».

«Il sardo fin dall'infanzia viene inibito, in quanto gli si insegna a considerare male tutto ciò che gli viene dal passato o dal di dentro, e bene tutto quello che gli viene insegnato per volontà esterna, a un certo punto, quando deve muoversi da solo, si trova in un mare di contraddizioni terribili, perde la fiducia in se stesso, non ha spirito di iniziativa autonoma, perde i legami tribali che costituivano la sua forza di individuo in "quella" società, e preferisce servire, perché così scompaiono i problemi e il suo tozzo di pane è assicurato. Ditemi dunque se questo non è "genocidio"».

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